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L’allegria, i colori, le migliaia di maschere e i carri allegorici del “mato carneval” vi travolgeranno tra le suadenti architetture della cittadina istro-veneta

Il Carnevale di Muggia arrivato alla sua 63a edizione mantiene intatta tutta la sua freschezza grazie ai tanti giovani che sono, come sempre, la linfa della manifestazione.

Momento di festa ma anche di cultura viste le origini quattrocentesche,  la capacità artistica e artigianale profusa sia nella costruzione dei grandi carri allegorici, sia nell’ideazione e realizzazione dei costumi.

L’attestazione dell’esistenza del Carnevale muggesano emerge con certezza storica nel 1420 come riporta uno statuto comunale dove per i festeggiamenti del “mato carneval” veniva elargito un ducato alle Compagnie che spendevano più di tre soldi per i musicanti. Qualche secolo più tardi si trova la descrizione del ballo che oggi è diventato il simbolo dell’apertura di ogni edizione del “Carnevale Muggesano” cioè il “Ballo della Verdura”. Questa danza, attestata per la prima volta nel 1611, è simile a quella che Teseo istituì in occasione della sua vittoria sul Minotauro. Uomini e donne con ghirlande di verdura in testa danzano assieme coinvolgendo gli astanti con la loro allegria.

Il momento più atteso è la sfilata dei carri allegorici ricchi di colori e mossi da complessi sistemi meccanici che sono il frutto di un paziente lavoro di appassionati artigiani e tecnici volontari.

Artefici del Carnevale sono le diverse Compagnie, attualmente ne esistono otto: Bellezze Naturali, Bulli e Pupe, Bora, Brivido, Lampo, Mandrioi, Ongia e Trottola che, con talento artistico e spirito goliardico, perpetuano l’antica magia del Carnevale Muggesano.

Per il 2016 l’appuntamento a Muggia è da giovedì 4 febbraio a martedì 9 febbraio. Da non perdere: domenica 7febbraio, a la sfilata dei carri allegorici e delle circa 2000 maschere.

Il Carnevale, che si ripete anche in luglio e agosto con la grande sfilata notturna delle maschere e dei carri è l’evento che maggiormente segna la vita sociale della cittadina istroveneta.



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